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Home | News | IGE 2026, avv. Sbordoni: “Decreto Dignità incompleto, non tutela legalità e fiscalità”

Lo scorso 14-15 aprile si è tenuta a Roma la terza edizione dell’ ’Italian Gaming Expo & Conference, che oramai rappresenta il principale hub italiano di confronto e visione strategica per l’ecosistema del Gaming in Italia, non solo una vetrina, ma una piattaforma viva, dove istituzioni, industria e stakeholder si incontrano per costruire il futuro del settore in modo responsabile, sostenibile e innovativo. L’Avv. Stefano Sbordoni, ospite anche quest’anno dell’evento quale uno dei massimi esperti in Italia nel settore del gioco pubblico e partecipante al panel “Affiliates Connect: Oltre le affiliazioni: conformità, fiducia e sostenibilità: il future della comunicazione del gaming in Italia”, moderato da Mario Chamorro, partner MDF Partners, ha voluto ribadire i limiti del Decreto Dignità. “C’è il rischio di intenzioni nobili ma potenzialmente ingestibili” ha affermato Sbordoni. “Sarebbe bastato declinare in modo puntuale e chiaro, cosa che il legislatore non ha fatto con il Decreto Dignità”. “La filiera istituzionale”, ha proseguito il noto legale, “è retta da principi e da una gerarchia di norme che non può essere gestita in modo volontario o informale: un’autorità che entra nel merito del mercato resta comunque vincolata da quella catena gerarchica”. “La priorità dichiarata del Decreto Dignità è la salute, ma dove sono la tutela della legalità e della fiscalità? Andrebbero varati due decreti paralleli”, ha specificato Stefano Sbordoni. “Il gioco responsabile viene oggi percepito come uno strumento per comunicare la legalità degli operatori conformi, a differenza di quelli illegali. Ma perché basarsi su un decreto che si fonda esclusivamente sulla salute, senza tutelare legalità e fiscalità? L’operatore si trova così costretto a costruire una comunicazione di fortuna, a causa di un decreto incompleto”, ha concluso. (fonte: AGIMEG)